giovedì 13 settembre 2007

Se a Scalfari è tornata la pelle d'oca

Corsivo di Luciano Lanna
dalla prima pagina del Secolo d'Italia di giovedì 13 settembre
di Luciano Lanna (nella foto)
Il "fenomeno grillo" rilancia alla grande lo spirito azionista e antitaliano di Eugenio Scalfari. «Fossero vivi i fratelli Rosselli ed Ernesto Rossi - tuona il fondatore di Repubblica - avrebbero di che rispondergli...». E via con un editoriale lenzuolo in cui l'analisi del raduno bolognese indetto dal comico genovese diventa pretesto per l'ennesima requisitoria contro il germe che in Italia avrebbe «messo radici da secoli e che rimane una latenza costante nell'humus anarcoide e individualista della nostra gente». Ancora: questo presunto anarco-individualismo starebbe ora riemergendo attraverso nuove «invasioni barbariche che connotano gran parte della nostra mediocre e inselvaggita attualità». E via con i precendenti storici: Cola di Rienzo, Masaniello, Savonarola, il fascismo... «Quando vedo - annota l'antico frequentatore serale di via Veneto - prender corpo un movimento del tipo del grillismo mi viene la pelle d'oca». E ciò che lo manda in bestia più di tutto sarebbe lo slogan "né di destra né di sinistra". «Si tratta infatti - conclude Scalfari - di uno slogan della peggiore destra».
Insomma, a finire sotto accusa sarebbero ancora l'Italia profonda e qualsiasi reazione spontanea alle degenerazioni di una politica lontana dalla gente. E per demonizzare ciò si ricorre all'utilizzo di vecchi fantasmi e cliché - fascismo, populismo, anarco-individualismo di massa - che non solo conducono fuori strada ma impediscono profondamente di cogliere la reale entità della posta in gioco. Eppure da anni i politiologi richiamano l'attenzione sulla centralità dei nuovi temi e dei nuovi crinali che stanno ridefinendo l'asse dei conflitti politici: globalizzazione, finanziarizzazione dell'economia, voglia di partecipazione diretta, difesa dai grandi monopoli... Grillo non propone certo la soluzione ma è sicuramente una spia del malessere diffuso nella societò italiana. E si tratta di comprendere, soprattutto la grande disaffezione che Prodi e i suoi stanno creando nel loro stesso elettorato. Ma Scalfari non vuole comprendere. Preferisce demonizzare. Grillo, l'Italia e gli italiani.

6 commenti:

Giancarlo Liviano D'Arcangelo ha detto...

Ho letto ieri l'editoriale di Scalfari e come ho scritto ieri sul mio blog l'ho trovato abbastanza insensato. Specie perché la stessa irreprensibilità che esimi editorialisti hanno usato con Grillo non è il metro di giudizio che adoperano per giudicare il potere istituzionale.

Ippolito Edmondo Ferrario ha detto...

Al bell'articolo dell'amico Luciano un solo commento: a Scalfari viene la pelle d'oca?Allora è proprio vero che alla pelle d'oca si abbina il cervello da gallina.

adriano scianca ha detto...

Scalfari va sempre letto con attenzione. E' uno di quei classici intellettuali che ci ricordano chi siamo: noi siamo quelli che la pensano all'opposto di Scalfari.

Da notare la deriva prettamente reazionaria del suddetto individuo. Reazionario � il disprezzo del popolo. Reazionario � lo spirito di casta. Reazionaria � l'avversione verso ogni cambiamento.

Strano che ai fan di Grillo non abbia risposto: "Vi manca il pane? Mangiate delle brioches"...

Anonimo ha detto...

Per Adriano:

Caro mio al tuo:
"Strano che ai fan di Grillo non abbia risposto: "Vi manca il pane? Mangiate delle brioches"... "

Rispondo:
Ti Sembra che Scalfari assomigli a Madame de Pompadour od alla regina Maria Antonietta? :)

Je piacerebbe però in fondo in fondo.... ;)

Ciao Susanna

Roberto Alfatti Appetiti ha detto...

Ricordo che, anni fa, un amico mi regalò - per il mio compleanno - La ruga sulla fronte, del su citato Eugenio.
Ci rimasi malissimo (naturalmente non lo diedi a vedere, ringrazia e mi mostrai incuriosito dal voluminoso tomo). Mi interrogai per ore, giorni, settimane, lacerato da una improvvisa crisi di identità (culturale): come aveva potuto pensare che quel libro rientrasse tra i miei interessi? Non capivo. Non riuscivo a farmene una ragione. E' vero, mi capita di comprare la Repubblica, soprattutto il venerdì, per via dell'inserto. Ma da qui ad essere ritenuto un lettore di Scalfari, dello Scalfari scrittore, per giunta, mi risultava inaccettabile.
Poi mi è capitato di trovarmi a casa del mio amico e scorgendo la sua libreria ho capito.
Tra edizioni del club degli editori, campeggiavano lo stesso Scalfari, Biagi, Bocca e roba del genere.
Era in buona fede, evidentemente.
:)

Giovanni ha detto...

Ma ancora parla Scalfari? Pensavo che lo avessero messo in qualche museo delle mummie dentro una bacheca.