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sabato 17 marzo 2012

Le sezioni, dove ognuno costruiva il suo sogno

Dal Secolo d'Italia del 17 marzo 2012
C’erano una volta le sezioni di partito. C’erano una volta i partiti, verrebbe da aggiungere. Quelli, tuttavia, ci sono ancora. Leggeri, come si usa dire. Liquidi, che è cosa diversa da trasparenti. Le sezioni, invece, no. Il circolo ne è il succedaneo, ma il sapore resta diverso e sfidiamo chiunque a sostenere che la margarina possa davvero sostituire il burro. Stesso discorso per il club, luogo neutro a metà tra l’ufficio di rappresentanza e quello di collocamento. I comitati elettorali, poi, sono tristemente estemporanei. Nascono, crescono e muoiono nell’arco di poche settimane: bruchi che non diventano farfalle. Alimentano suggestioni spudoratamente mirate al consenso e si spengono come fuochi fatui lasciando tracce di nastro adesivo sulle vetrine e santini eccedenti da smaltire. I militanti in crisi di vocazione vengono rimpiazzati, all’occorrenza, dalle hostess. I contenuti soppiantati dalla (bella) presenza.

domenica 11 marzo 2012

"Più alto del mare" di Francesca Melandri: l'inganno della rivoluzione dietro le sbarre

Dal Secolo d'Italia di domenica 11 marzo 2012
«Adesso almeno so dov’è». Un figlio latitante è una spina nel cuore. Al punto che persino la notizia dell’arresto può dare un momentaneo sollievo. Fino alla formulazione dei capi d’imputazione: tre omicidi, tre “esecuzioni”. Non occorre attendere la sentenza. «In quel momento Emilia iniziò a morire», registra con stile chirurgico Francesca Melandri. Lasciato l’Alto Adige, sfondo del fortunato esordio narrativo di Eva dorme, la scrittrice romana affronta un altro nodo irrisolto della nostra storia: la lotta armata. Lo fa nel suo secondo romanzo – Più alto del mare (Rizzoli, pp. 220, € 17) – da un punto di vista inedito quanto spiazzante: quello dei familiari dei terroristi. La memorialistica, al riguardo, difficilmente può offrire novità. Per quanto le (auto)biografie possano arricchirsi di particolari pruriginosi, finiscono per riprodurre il solito cliché: autoassolutorie o contrite che siano, pongono al centro della scena – e talvolta in cattedra – i terroristi.  

Finalmente una narrativa sull'Africa italiana (intervista a Giorgio Ballario)

Dal Secolo d'Italia del 10 marzo 2012
Il cinema Impero, il ristorante Mario, i caffè di piazza Garibaldi, l’albergo Savoia, l’hotel Torino… C’è stata un’epoca, neanche tanto lontana, in cui l’Africa era italiana. Tracce della nostra presenza ce ne sono ancora. Lo sviluppo urbanistico di intere regioni, del resto, è stato realizzato negli anni Trenta: strade, ponti, ferrovie, scuole, interi villaggi. Eppure del “sogno” africano, nato con Crispi e rivitalizzato dal fascismo, nel nostro immaginario non è rimasto granchè. Una pagina di storia rimossa. Quel poco che ne trapela nei manuali, al di là delle altalenanti vicende belliche, ripropone i soliti luoghi comuni sul colonialismo predatorio, straccione e razzista. Le innumerevoli storie di tutti coloro che, spinti dalle motivazioni più diverse, raggiunsero il continente nero avrebbero potuto fornire straordinari spunti per più generazioni di registi e scrittori. Pochi, tuttavia, si sono avventurati su tale strada e non sempre cogliendo lo spirito del tempo.  

domenica 4 marzo 2012

In gita a Nizza quando bussa l'inverno della vita (la mia recensione a "Romanzo per Signora")

Dal Secolo d'Italia del 4 marzo 2012
L’epica della vecchiaia, sorretta da un furore antiretorico. Romanzo per signora (Feltrinelli, pp. 267, € 17 ), l’ultimo atteso libro di Piersandro Pallavicini, è esente dai vagiti esistenziali e dagli zoom ombelicali dei giovani scrittori. I protagonisti, rigorosamente over settanta, hanno bandito ogni mestizia. Altro che raccogliere le briciole per l’inverno della vita. L’indignazione sgorga rigogliosa. Irragionevole, amorale e soprattutto sintomatica. Personale, mai collettiva. Non si propongono di cambiare il mondo. Dipendesse da loro, potrebbe tranquillamente andare a caghèr. I terroristi d’oltralpe fanno centinaia di morti e i nostri, sfidando la pubblica riprovazione, alzano i calici. Perché non dovrebbero? Il tempo a disposizione è poco. Malconci come sono, aggrediti da malattie progressive e assediati da figli imbarazzati, vogliono solo godersi l’ultimo assalto alla vita. Senza baionetta tra i denti ma con un po’ d’erba in tasca, a fini curativi, una Jaguar, anzi due, e carte di credito a gogò. Non chiedono sconti, né nei ristoranti lussuosi che frequentano né all’Altissimo, «l’entità immaginaria nascosta da qualche parte sopra le nuvole, quella il cui geniale piano per il bene del mondo ha previsto il dottor Mengele, Mao Tse Tung, il compagno Stalin e milioni di copie vendute di Paulo Coelho».

sabato 3 marzo 2012

Palacinche di Tota e Sansone. L'esodo fiumano in un graphic novel

Dal Secolo d'Italia del 3 marzo 2012
Può un viaggio durare dodici anni? E soprattutto può definirsi “viaggio” la migrazione forzata, l’essere costretti ad abbandonare casa, luoghi e affetti con una macchina da cucire e qualche coperta come bagaglio? A queste ed altre domande prova a rispondere Palacinche. Storia di un’esule fiumana (Fandango, pp. 186, € 18), diario personale immerso in una tragedia collettiva, raccontato attraverso un’originale patchwork di disegni e immagini che mescola con risultati sorprendenti il linguaggio del fumetto con quello della fotografia.

venerdì 2 marzo 2012

La rivoluzione social network

Da Area di febbraio 2012
Ogni rivoluzione, dopo aver seminato il terreno, per manifestarsi aspetta la “sua” primavera. Stagioni che – più o meno brevi, più o meno cruente – segnano passaggi epocali. La data simbolica della rivoluzione iniziata quindici anni fa con i primi blog e realizzata da Mark Zuckerberg con Facebook è il marzo 2010: per la prima volta le visite alla homepage del social network creato dal “miliardario più giovane del mondo” nel 2004 hanno superato quelle a Google, il motore di ricerca per eccellenza, sino ad allora l’indiscusso re del web. Un sorpasso inimmaginabile fino a qualche anno fa.

sabato 25 febbraio 2012

Mani pulite? Tutto inizio a Paperopoli...

Dal Secolo d'Italia del 25 febbraio 2012
Tangentopoli? Boh. No, non è omertà. È ignoranza. Gli studenti, intervistati alla radio, cadono dalle nuvole. La maggior parte, per non dire tutti. Balbettano con la stessa zoppicante disinvoltura con cui affronterebbero un esame, sia pure complementare. Infine si giustificano: non è materia di studio, sui testi non c’è. Oppure: è passato molto tempo…

venerdì 24 febbraio 2012

Sven Hedin, la vita avventurosa del "Marco Polo" che veniva dal freddo (di Luigi G. de Anna)

Articolo di Luigi G. de Anna
Dal Secolo d'Italia del 24 febbraio 2012
Sessanta anni fa, il 26 novembre del 1952, moriva Sven Hedin (era nato il 19 febbraio del 1865), l'esploratore svedese ultimo grande rappresentante della "scoperta" occidentale in Asia. Diventato famoso per aver individuato le fonti dell'Indo e del Bramaputra, soffrì negli ultimi anni della sua vita dell'ostracismo conseguenza delle simpatie da lui nutrite per il nazionalsocialismo. Al contrario di altri suoi connazionali come August Andrée o N.E. Nordenskiöld (sarà proprio la vista del trionfo a Stoccolma di Nordenskiöld a spingerlo, aveva solo quindici anni, alla ferma determinazione di esplorare una parte del mondo), resterà affascinato non dai deserti dell'Artico ma da quelli dell'Asia. 

martedì 21 febbraio 2012

La Formula Uno senza italiani: al talento di Jarno Trulli si preferisce lo sponsor ricco

Dal Secolo d'Italia del 21 febbraio 2012
Non accadeva da più di quarant'anni. Dal 1969, a essere precisi. Che un italiano non si facesse trovare pronto, col motore acceso e il piede sospeso sull'acceleratore, al via del primo Gran Premio della stagione. Il prossimo 18 marzo, invece, nessuno dei "nostri" correrà sul circuito australiano di Albert Park. L'ultimo a rappresentarci nella Formula 1 è stato, sino a pochi giorni fa, Jarno Trulli.

sabato 18 febbraio 2012

In Italia il "fumetto sociale" di Paco Roca

Dal Secolo d'Italia del 18 febbraio 2012
Il vento del nuovo fumetto europeo soffia dai Pirenei. Che la “scuola” spagnola non abbia niente da invidiare a quelle franco-belga e italiana, lo conferma il successo, di critica e di pubblico, che nel nostro paese stanno riscuotendo i lavori di Paco Roca (Valencia, 1969). Il prossimo arriverà nelle nostre librerie il 24 febbraio: Emotional World Tour, graphic novel realizzato in collaborazione con Miguel Gallardo in cui i due autori spagnoli raccontano il “tour” di presentazioni delle opere precedenti.  

martedì 14 febbraio 2012

Il passato che amiamo ci accompagna nel futuro

Da Area di gennaio 2012
«Non esiste una città al mondo come Parigi. Al mattino è bellissima. Di pomeriggio è meravigliosa. Di sera è incantevole. Ma dopo mezzanotte è magica». A molti critici è stato sufficiente guardare il trailer per stroncare con sufficienza Midnight in Paris di Woody Allen. Dopo la Manhattan degli inizi, ha trasferito il set a Londra, Barcellona e ora a Parigi, lasciando – hanno detto – che il fascino dei luoghi colmasse la superficialità della sceneggiatura.

Quant'è bello il calcio all'italiana... (di Giovanni Tarantino)

Articolo di Giovanni Tarantino
Dal Secolo d'Italia del 14 febbraio 2012
«Arrivai al Torino la stagione successiva alla scomparsa di Gigi Meroni. Mi diedero il suo posto negli spogliatoi, fui salutato come il suo possibile erede. Una situazione che, non fossi stato così giovane, immaturo e inconsapevole, sarebbe stata difficilmente sostenibile. E feci anch'io le mie bravate, come andare incontro a una squalifica pur di non perdere il concerto degli Stones. A proposito: io non ho mai capito la divisione fra Beatles e Rolling Stones, li ho sempre amati entrambi, e ancora oggi ci sono canzoni che mi si infilano sotto la pelle e non mi abbandonano più». In un contesto generale dominato da "neo-sacchiani" e "neo-zemaniani", esteti e ammiratori del «bel giuoco» offensivo, Emiliano Mondonico da Rivolta D'Adda è rimasto l'ultimo baluardo del calcio all'italiana.

Fabio Capello non ha mai abbandonato la nave. Anzi... (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 14 febbraio 2012
Fabio Capello è un italiano tutto d'un pezzo. I commentatori che sui nostri quotidiani hanno criticato le dimissioni del mago friulano da ct dell'Inghilterra, secondo chiavi interpretative politiche e ideologiche, sono fuori rotta. In un'Italia che sforna ogni settimana inchieste e copertine sul risorgere di caricaturali estremismi di destra, la frizione tra l'allenatore di Pieris e la Football Association è parsa una imperdibile nuova occasione per dare sfoggio al solito copione conformista.

Viva l'ottava arte! I giornaletti hanno anticipato le rivoluzioni sociali più di tanti saggi accademici

Da Area di gennaio 2012
Cultura alta e bassa. Ufficiale e clandestina. Elitaria e popolare. Progressista e reazionaria. Buona e cattiva. Conflitto epocale: da una parte armate di soloni, quasi tutti di sinistra, e dall’altra truppe irregolari di lettori. Una guerra che col passare del tempo s’è trasformata in scaramuccia episodica, esercizio di sofismo, snobismo di pochi verso i gusti di molti. Quelli che una volta erano i famigerati giornaletti hanno imparato la dura legge del mercato e ora si fanno chiamare graphic novel. Quando si presentano in edicola – talvolta persino in libreria – sfoggiano una rilegatura ineccepibile e copertine ridige più eleganti dei classici, mortificati nell’edizione economica. Per i critici, tuttavia, sempre fumetti rimangono e, come tali, relegati ai confini della narrativa, niente di accostabile alla letteratura. Se tutto quanto è pop è da sempre trattato con sufficienza, il fumetto è l’arte – ma guai a definirla così! – più avversata di tutte. Non soltanto da noi. La lotta contro il fumetto, del resto, ricalca una delle più antiche lotte culturali per l’affermazione del ruolo di formazione dell’immaginario individuale e dei valori personali e sociali: quando in una società un nuovo fenomeno entra in scena e turba quelli che vengono identificati come principi tradizionali e perciò affidabili, diverse correnti di pensiero si affannano per un suo inquadramento e utilizzo, analisi, spiegazione ed eventuale neutralizzazione.

Missoni, l'ex atleta compie 91 anni ma non smette di "correre" per le sue idee

Dal Secolo d'Italia del 14 febbraio 2012
Non può fermarsi chi è stato otto volte tricolore nei quattrocento metri, con o senza ostacoli. Neanche quando l’ostacolo è tanto più insidioso perché nascosto, disonesto come può esserlo un pregiudizio. Quell’ostacolo è il tabù che ancora avvolge la mattanza delle foibe e il dramma dell’esodo giuliano-dalmata, popolo di cui Ottavio Missoni, sindaco “onorario” del libero Comune di Zara, nato a Ragusa da padre di origine giuliana e madre dalmata, è uno degli instancabili testimoni. Italiano per scelta e per vocazione.

lunedì 13 febbraio 2012

Sei un tipo Woodstock o un tipo Sanremo? (di Federico Zamboni)

Articolo di Federico Zamboni
Dal Secolo d'Italia del 12 febbraio 2012
A Sanremo fanno la gara delle canzoni, o forse dei personaggi, o magari di chi è più abile a indirizzare il verdetto finale a vantaggio del proprio pupillo. A Woodstock non l'hanno fatta. Sanremo va avanti dal 1951, e già all'inizio era sottinteso che lo avrebbero replicato anche in seguito, anche se probabilmente nemmeno i più ottimisti sui pregi della kermesse (o i più pessimisti sui difetti del pubblico) si sarebbero mai immaginati che potesse proseguire così a lungo, e praticamente a oltranza.

sabato 11 febbraio 2012

Ecco i 50 anni a colori di Zagor (intervista a Moreno Burattini)

Dal Secolo d'Italia di sabato 11 febbraio 2012
La longevità non necessariamente è un valore e il rischio di diventare replicanti di se stessi è forte, specialmente per un personaggio d’inchiostro confinato da mezzo secolo in un mondo in bianco e nero. Zagor, eroe classico e moderno al tempo stesso, è uno dei pochissimi a non essere stati inghiottiti nella palude dei generi. È riuscito a tenersi al passo con i mutamenti della società e soprattutto con i gusti del pubblico. Forse perché, nel lontano 1961, Sergio Bonelli ebbe l’ardire di non metterlo a cavallo. Volle farne un walker, un camminatore, in grado di attraversare la “frontiera” del western muovendosi a proprio agio anche in ambientazioni più fantasiose, ai confini della realtà. Non è certo un caso, del resto, se il “papà” ed editore negli ultimi decenni ne aveva affidato la scrittura ai migliori talenti della sua scuderia: autori con sensibilità diverse come Alfredo Castelli, Tiziano Sclavi, Mauro Boselli e Moreno Burattini.

martedì 7 febbraio 2012

Quello di Ibra non è sport per le anime "candide" (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 7 febbraio 2012
«Il giocatore che ho amato di più? Paolo Montero». Chissà come avrebbe risposto il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, alla domanda del giornalista di Studio Sport XXL se avesse immaginato lo scherzo del destino che lo attendeva. Dopo una domenica dedicata dalle maggiori trasmissioni televisive al "rallenty" del ceffone rifilato dal milanista Ibrahimovic al napoletano Aronica, la sfida tra regine che deciderà le sorti della corsa scudetto potrebbe essere influenzata da una decisione del giudice sportivo: se il campione svedese, infatti, fosse squalificato per tre giornate causa "condotta violenta", salterebbe lo scontro al vertice previsto dal calendario sabato 25 febbraio a San Siro.

Cesare Maldini: "Troppi autogol e si è rotto il giocattolo..." (intervista di Elmar Bergonzini)

Intervista a cura di Elmar Bergonzini
Dal Secolo d'Italia del 7 febbraio 2012
Cesare Maldini, una vita tra rossonero e azzurro. Domenica scorsa il tecnico ha compiuto 80 anni, tre quarti dei quali sono stati vissuti nel mondo del calcio. Per apprezzare a pieno l'impronta indelebile che ha lasciato, basti pensare che la sua vita è legata a doppio filo con la storia del club più vincente al mondo. Il 22 maggio del 1963 non solo vinse la prima Coppa dei Campioni del Milan, ma portò per la prima volta il trofeo internazionale più importante in Italia. Ai Diavoli non dedicò solo gran parte della propria vita di calciatore e dirigente, ma regalò loro anche un figlio che sarebbe stato fondamentale per i successi ottenuti nell'era Berlusconi. E nelle giovanili rossonere cresce già la terza generazione di una famiglia così gloriosa. Dal 1986 al 2001 è stato allenatore prima della Nazionale Under 21 e poi di quella maggiore. Dopo una breve parentesi alla guida del Milan, è stato l'anno successivo ct del Paraguay. 

Calcio in tv, il vero flop è quello delle chiacchiere (di Giovanni Tarantino)

Articolo di Giovanni Tarantino
Dal Secolo d'Italia del 7 febbraio 2012
C'è addirittura chi ha ringraziato il gelo, perché «almeno così si è tornato a giocare tutti alle 15». Eccetto Genoa-Lazio, anticipo delle 12,30 certo. Ed esclusa anche Cesena-Catania, che proprio non si poteva giocare. Tutte le altre gare in simultanea, come ai vecchi tempi. Chi distrugge tutto, chi non permette che ogni domenica sia così, secondo alcuni sono le pay tv. Fulvio Bianchi, opinionista di La Repubblica, era stato deciso nel sostenere: «In Italia tutti strillano e se la pigliano con chi fa i calendari. Gli stessi giornalisti Sky suggeriscono di giocare alle 15. Forse dimenticano che Sky e Mediaset tengono in piedi il calcio, pagando tantissimi soldi, ma vogliono, se possibile, partite tutti i giorni».  

Foibe, De Magistris fa il furbo e scatena la rivolta del web

Dal Secolo d'Italia del 7 febbraio 2012
Questa Giornata del Ricordo non s’ha da celebrare. Spogliatosi della velleitaria veste del Tomás de Torquemada partenopeo, poco conciliabile con le tonalità istituzionali della fascia tricolore di sindaco, Luigi De Magistris è tornato a indossare l’abito (talare) calandosi nel ruolo, più dimesso ma certo non rassicurante, di Don Abbondio. Non si tratta di un matrimonio negato, però. Né è dato conoscere, al momento, gli “impedimenti dirimenti” dietro cui il personaggio manzoniano era uso celare le proprie intenzioni. La Giornata del Ricordo del 10 febbraio, più semplicemente, non è stata inserita nei programmi dell’Amministrazione Comunale di Napoli.

lunedì 6 febbraio 2012

Infelice Lida, l'attrice che amò un uomo sbagliato (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 5 febbraio 2012
Poteva diventare una stella del firmamento del cinema internazionale. Non aveva nulla di meno della sublime Marlene Dietrich. Scelse invece di andare dove la portava il cuore, nelle stanze del potere in una Berlino fasciata da drappi rossi con la croce uncinata. Non seppe resistere al fascino di uno dei "gauleiter" del Reich. La sua vita prese un'altra direzione, coerente con una scelta vissuta coraggiosamente, contro ogni conformismo, fino alle estreme conseguenze.

sabato 4 febbraio 2012

Chester Brown, fumetti "hard" per rendere legale il sesso a pagamento

Dal Secolo d'Italia del 4 febbraio 2012
Favorevoli: il movimento per i diritti delle prostitute e le sex workers. Contrari: i moralisti di ogni religione. Divisa, l’opinione pubblica. Gli unici a non avere dubbi sono i clienti di prostitute. A lanciare la provocazione è uno di loro. Non uno qualunque. Chester Brown, geniale fumettista canadese, è tra gli artisti cui si deve il “rinascimento” del fumetto alternativo americano, già popolare negli anni Ottanta. 

mercoledì 1 febbraio 2012

In arrivo (dal 16 febbraio 2012) Zagor Collezione storica a colori

La notizia circolava già da qualche mese.
L'ha confermata giorni fa Moreno Burattini, sceneggiatore e curatore dello Spirito con la scure, sul suo blog: Freddo cane in questa pianura
Prendete nota: da giovedì 16 febbraio.

martedì 31 gennaio 2012

I ragazzi dell'Amatori Catania hanno vinto la prima sfida senza il tifoso numero uno: Benito Paolone

Dal Secolo d'Italia del 31 gennaio 2012
«Juan, Juaan…». Dalla tribuna arriva un grido forte, secco e rauco al rettangolo di gioco. Juan Cosa – estremo di origine argentina con i piedi buoni – li per lì non risponde. «Juaaan…». Al terzo richiamo il giocatore si gira verso gli spalti. «Juan, mira sul secondo palo, mira sul secondo palooo». L’estremo – impegnato a battere un calcio di punizione - sembra acconsentire con un cenno del capo. Al “capo”.  

Cotroneo, da zebra a lupo. Ma si può cambiare la squadra del cuore?

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 31 gennaio 2012
Si può cambiare fede calcistica? Lo scrittore Roberto Cotroneo, sulle colonne della “Gazzetta dello Sport” – il quotidiano più letto dagli appassionati della dea Eupalla - ha confessato pubblicamente di aver abbandonato la passione per la Juventus per abbracciare il credo della Roma di Francesco Totti.