venerdì 5 dicembre 2008

Casapound, Baraghini e i bravi... (di Adriano Scianca)

Articolo di Adriano Scianca
Da Il Fondo Magazine di Miro Renzaglia
(inserto del giovedì - 4 dicembre 2008)
Mi si nota di più se parlo con i fascisti o se li schifo come fossero subumani?
Aveva visto lungo Nanni Moretti nel mettere a nudo tic e manie del popolo progressista. La sinistra come psicodramma. L’incapacità di rapportarsi in modo solare, genuino, sereno con la realtà senza passare piuttosto per schemi che un tempo avevano almeno la grandezza della dialettica hegelomarxista e che oggi invece riproducono, girando a vuoto, schizofrenia moralistica e autoreferenziale.
Ne sa qualcosa Marcello Baraghini. Contestatore, sessantottino, libertario, Baraghini è soprattutto noto come deus ex machina della casa editrice Stampa Alternativa, con la quale si fa notare negli anni ‘70 per testi antimilitaristi e antifamilisti che gli attirano le attenzioni dei tribunali della penisola. Provocazioni culturali che nascono certamente “a sinistra” e che pure non impediscono alla casa editrice di stampare anche libretti di Evola, Mishima o Gallian. Autori “eccentrici”, rispetto ai normali interessi di quello che si presume essere il naturale bacino d’utenza di Stampa Alternativa. Ma si sa, la curiosità intellettuale non conosce steccati. E poi in fondo Baraghini “se ne frega”. Ma la polizia del pensiero è sempre dietro l’angolo, anche quando meno te lo aspetti.
Accade infatti che nel suo blog Riaprire il fuoco... (continua a leggere su il Fondo cliccando qui)


E del "caso" se ne è occupato anche l'agenzia di stampa Adnkronos

Roma, 4 dic (Adnkronos) - “Tornata a occuparsi delle vicende nostrane dopo la conclusione dell’Isola dei Famosi, l’estrema sinistra ha mostrato di nuovo il suo consueto volto: quello di un antifascismo trinariciuto, ottuso e intollerante”. Così Gianluca Iannone, responsabile nazionale di Casapound Italia, commenta quello che definisce ''il linciaggio'' cui è stato sottoposto Marcello Baraghini, il creatore della casa editrice libertaria “Stampa alternativa”, che aveva nei giorni scorsi annunciato di volersi recare proprio a Casapound per partecipare ad una conferenza sullo scrittore Luciano Bianciardi. Conferenza, spiega, che si terrà regolarmente il 10 dicembre a Roma, in via Napoleone III 8, alla presenza di Roberto Alfatti Appetiti (Secolo d'Italia) e di Domenico di Tullio (per la cultura di CPI), ''ma purtroppo senza lo stesso Baraghini, costretto a rinunciare all’invito in seguito alle minacce ricevute''. “Quella di Baraghini è stata una dimostrazione di anticonformismo e apertura mentale – continua Iannone – che non è piaciuta ai soliti gendarmi del pensiero, protagonisti di un penoso e surreale psicodramma alla notizia che qualcuno voleva rompere la cortina di conformismo che a quanto pare deve continuare a regnare incontrastata sul mondo culturale italiano. Una vicenda che sarebbe anche divertente, se non fosse triste, per la sua capacità di evidenziare il grado di livore, paranoia e miseria esistenziale che regna in certi ambienti che pure continuano a impartire lezioni di tolleranza a destra e a manca. Di tutto questo miserabile teatrino Casapound è stata testimone ma non vittima, perché la conferenza si farà ugualmente, dando l’opportunità a quanti verranno all’appuntamento di approfondire il pensiero di Bianciardi e l’importanza della letteratura eretica, per il maggior scandalo dei relitti dello stalinismo”.
Fonte Casapound

4 commenti:

Claudio Ughetto ha detto...

Io i fascisti li sopporto poco, come nemmeno i fanatici veterocomunisti. Però Bianciardi non era certo fascista, e mi sembra che nessuno possa detenere il monopolio delle idee. Se fossi di quelle parti io ci andrei volentieri alla conferenza.
Voglio dire: meglio parlare di Bianciardi che sentire le solite tirate sul Duce e sui treni in orario... Anche la sinistra dovrebbe rallegrarsene, secondo me. Invece, e da simpatizzante debenostiano ne ho fatte le spese, sei colpevole e da ripudiare comunque: se fai una conferenza sul ventennio sei fascista, se la fai su Bianciardi sei un infiltrato.
Non ce né.

Adriano Scianca ha detto...

"meglio parlare di Bianciardi che sentire le solite tirate sul Duce e sui treni in orario"

il riferimento ai fanatici dei treni in orario era generico, vero?

Claudio Ughetto ha detto...

Sì. Perché?

Adriano ha detto...

Sì, forse avevo frainteso
sai, di questi tempi è facile avere la sindrome dell'accerchiato... ;-)