giovedì 6 giugno 2013

Libri. Gli “Incontentabili” juventini di Savino tra aneddoti e passioni da Trieste a Teheran

Pubblicato su Barbadillo.it il 6 giugno 2013
La sera del 13 settembre del 1995 a Dortmund va in scena la Champions. Il Borussia è in vantaggio sulla Juventus: 1 a 0. Davanti al televisore, ci sono anche la piccola Tannaz, iraniana di dodici anni, e il fratellone diciannovenne Yasher. Parteggiano per chi perde, come accade ai giovanissimi puri di cuore. Ma è il gol del 2 a 1, quello che rovescia le sorti della partita, «il momento in cui una spada bianconera trafigge il cuore di Tannaz». Lo segna Alex Del Piero. Una magia che Yasher avrà provato mille volte davanti allo spiazzo polveroso alla periferia di Teheran la cui unica porta è  «la saracinesca di una ferramenta ormai chiusa da anni, pronta a ripagarne con fragorosi boati le gesta». Tannaz è gracile ma proprio non può limitarsi a guardare ed eccola diventare la “Zubizarreta” del quartiere, non solo mascotte di un gruppo di ragazzi che ogni venerdì – giorno di riposo nella cultura iraniana – si divertono a inseguire il pallone. È una ragazzina e, in quanto tale, le leggi del suo paese le vietano di entrare in uno stadio per assistere a una partita di calcio. Il che non le impedirà di divorare notizie bianconere, aspettando con ansia il “Donyaye Varzesch”, settimanale sportivo di cui, dopo una laurea all’istituto di sport, è diventata apprezzata giornalista.
È con questo racconto che inizia “Incontentabili” (Castelvecchi, collana Ultrasport, pp. 225, € 12,90), terzo libro bianconero di Roberto Savino. Dopo “Alex Del Piero minuto per minuto” (2011, nuova edizione 2012), documentatissima antologia dell’indimenticato capitano, e “Imbattibili” (2012), instant book nato per festeggiare «il trentesimo scudetto conquistato sul campo», ecco arrivare in libreria l’ultima fatica del quarantenne avvocato barese. Fatica, letteralmente. Perché l’impresa stavolta era particolarmente impegnativa: dare voce al popolo della Juventus. Fare un passo indietro e lasciare che a raccontarsi fossero i tifosi. Tifosi di cui Savino, con il giusto mix di competenza e passione, si è conquistato la fiducia in un lungo pellegrinaggio nei club juventini di ogni angolo d’Italia. Un feeling che ha dato vita a questo singolare romanzo corale in cui l’educazione sentimentale di più generazioni di tifosi e la cronaca dell’ultimo avvincente campionato si intrecciano in un racconto mai scontato e privo di retorica. Alle vicende, sin troppo note, dei campionissimi, si mescolano quelle intime ma altrettanto importanti dei tifosi. Racconti che spesso hanno l’odore buono della famiglia, della condivisione di un amore per una maglia tramandato di padre in figlio.
Per Fabrizio Crivellari è andata così. Romano della classe 1964, il 22 maggio del 1977 è a casa con la tribù familiare – tutta rigorosamente juventina, compreso il cocker spaniel inglese che ha chiamato Dollaro – per (in)seguire il 17esimo scudetto. Non ci sono le tentacolari telecamere di Sky a inquadrare ogni spicchio di terreno, compreso lo spogliatoio (sic) ma, per la gioia del tredicenne Fabrizio, da poche settimane la diretta radiofonica di “Tutto il calcio minuto per minuto” è stata estesa anche ai primi tempi delle partite. Lui la segue indossando una maglia della Juve ormai striminzita con il numero nove del suo primo idolo, Anastasi, cucito con amore dalla mamma Luciana. Quando la voce di Ameri interviene per annunciare il gol di Bettega, che con il tacco ha deviato un tiro di Tardelli battendo Cacciatori, sarà festa. Quella stessa festa che si rinnova ogni volta che Fabrizio, oggi direttore generale dell’ente nazionale della cinofilia italiana a Milano, prende posto nella curva Scirea dello Juventus Stadium con il club doc Madunina, il più antico della città meneghina.
Un atto di rivolta all’autorità nel nome dell’appartenenza, invece, è quello che vede protagonista Francesco Savio, scrittore e libraio ma soprattutto juventino. Il 4 dicembre del 1995 il bresciano Francesco, milanese d’adozione, è sotto le armi. Si fa per dire. Più esattamente dietro il bancone del bar del circolo sottoufficiali di Casarza della delizia, provincia di Pordenone. Con la testa e con il cuore, però, è sintonizzato con la radiolina che racconta Juventus Fiorentina. L’uno-due dei gigliati e l’esultanza del maresciallo Corazzesi, «fiorentino e viola fino al midollo», lo mettono a tacere. Fino al 3 a 2 di Del Piero, entrato in campo al posto dell’ammaccato Baggio. Solo allora, il giovane Francesco può finalmente scatenare un’esultanza liberatoria.
Difficile contenersi, tanto più allo stadio. Tanto più se hai appena otto anni ed è la prima volta che puoi sostenere dal vivo la tua squadra. Nicola è così esuberante «da essere fulminato con lo sguardo dal presidente del Foggia, il dott. Fesce, seduto qualche gradino più sotto» rispetto alla tribuna stampa dello stadio Zaccheria che quella domenica di ottobre del 1976 ospita lui e il papà Nino, stimatissimo giornalista barese della Gazzetta del Mezzogiorno. Nicola, malgrado l’imbarazzo del papà, che cerca in tutti i modi di placarlo, ignora le occhiatacce del presidente e, come un piccolo Del Piero ante litteram, si esercita a colpi di irriverente linguaccia. Il gol di Bettega gela lo stadio pugliese mentre Nicola «si arrampica sul papà e con le braccia fa volare tutti i foglietti con gli appunti della partita». Le parole del presidente foggiano al giornalista saranno lapidarie: «Lei sarà sempre il benvenuto, ma lui non lo porti più». Lui, Nicola, oggi ha quarant’anni, è avvocato, e la sua Juventus va (impunemente) a seguirla anche a Torino.
Un libro a più voci, denso di cronaca ma arricchito da imprevedibili e autentici spunti di pura poesia, ecco cos’è questo libro dell’incontentabile Savino, uno juventino che sa quanto sia importante il gioco di squadra. Da solo, anche l’autore più bravo, non potrà mai vincere. E come dice Giampiero Boniperti e ripete a ogni pie’ sospinto Antonio Conte, l’importante non è partecipare ma vincere, anche in libreria.
Roberto Alfatti Appetiti
* “Incontentabili” di Roberto Savino (Castelvecchi, collana Ultrasport, pp. 225, € 12,90)

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