martedì 31 gennaio 2012

I ragazzi dell'Amatori Catania hanno vinto la prima sfida senza il tifoso numero uno: Benito Paolone

Dal Secolo d'Italia del 31 gennaio 2012
«Juan, Juaan…». Dalla tribuna arriva un grido forte, secco e rauco al rettangolo di gioco. Juan Cosa – estremo di origine argentina con i piedi buoni – li per lì non risponde. «Juaaan…». Al terzo richiamo il giocatore si gira verso gli spalti. «Juan, mira sul secondo palo, mira sul secondo palooo». L’estremo – impegnato a battere un calcio di punizione - sembra acconsentire con un cenno del capo. Al “capo”.  

Cotroneo, da zebra a lupo. Ma si può cambiare la squadra del cuore?

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 31 gennaio 2012
Si può cambiare fede calcistica? Lo scrittore Roberto Cotroneo, sulle colonne della “Gazzetta dello Sport” – il quotidiano più letto dagli appassionati della dea Eupalla - ha confessato pubblicamente di aver abbandonato la passione per la Juventus per abbracciare il credo della Roma di Francesco Totti.

domenica 29 gennaio 2012

Album di un Secolo: l'immaginario della destra senza pregiudizi

Dal Secolo d'Italia del 29 gennaio 2012
«Cos’hanno in comune, oggi, il socialista Jack London, il poeta libertario Garcia Lorca, la bandiera degli omosessuali Maria Callas, l’ex trotzkista Simone Weill e l’ubriacone Charles Bukowski?». Marco Iacona apre con questa domanda, la prima di tante “provocazioni”, il suo ultimo libro: Album di un secolo. Icone di un novecento postideologico (Rubbettino, pp. 246, € 14), racconto – come spiega la quarta di copertina – di un secolo senza nemici né alleati, imprevedibile, aperto come un film di Woody Allen. Se allo studioso catanese certi atteggiamenti antitecnologici del regista newyorkese ricordano Ernst Jünger da giovane, il più volte citato “Hank” Bukowski è «la continuazione di Louis Ferdinand Céline con maniere non del tutto dissimili» e il “papà” della pop art Andy Warhol, campione del materialismo, una personalità accomunabile a quella dell’ex “repubblichino” Giano Accame, «uniti come sono – ci fa notare – dall’idea dell’inservibilità delle barriere come cifra inevitabile del tempo in cui vissero e da un atteggiamento non conformista, postideologico, a volte persino anti-ideologico verso la modernità».

sabato 28 gennaio 2012

Art Spiegelman, che divise l'umanità in topi e gatti

Dal Secolo d'Italia del 28 gennaio 2012
È di cattivo gusto raccontare gli orrori della Shoah con un fumetto? Alla domanda, postagli anni fa da un giornalista alla Fiera del libro di Francoforte, Art Spiegelman rispose che forse è la “soluzione” stessa dei campi di concentramento a essere stata di cattivo gusto e che il fumetto, meglio di qualsiasi altra forma d’arte, può al contempo custodire la memoria e dare vita a un’opera narrativa di forte impatto perché – spiegò – «noi pensiamo sia per immagini che per scoppi di parole».

venerdì 27 gennaio 2012

Rugby e droga: non sporcate la palla ovale

Dal Secolo d'Italia del 27 gennaio 2012
Rugby, musica e cocaina. Passi per la musica, ma droga e rugby sono sempre stati e restano due mondi inconciliabili. Chiunque abbia incrociato quello della palla ovale, dal prato, dagli spalti, dalla televisione, lo sa. Il rugby è forza e intensità, la droga è debolezza e fuga. Lo spacciatore sa dove colpire e lo fa a tradimento. In campo ci si affronta a viso aperto, senza nascondersi. Il fair play, nel rugby, non è la regola, più semplicemente è di casa. Non è vissuto come un dovere ma rappresenta un piacere. Non è imposto per decreto, è prassi, è cultura, è principio condiviso. Non si tratta di spolverare, come si usa fare in questi casi, la retorica dei valori, di dividere gli sport in buoni e meno buoni, di sottolineare una volta di più la pur innegabile differenza di compensi, fama e accessori, rispetto ai cugini (ricchi e talvolta capricciosi) del calcio.

giovedì 26 gennaio 2012

Giovanni Blini e la generazione «che ha vinto» (di Romana Fabiani)

Articolo di Romana Fabiani
Dal Secolo d'Italia del 26 gennaio 2012
Magia del fare, magia del tempo. Strade che si incrociano, percorsi che si intersecano e si divaricano per incontrarsi di nuovo. È la storia della Comunità giovanile di Busto Arsizio, fondata nell'89 da un ragazzo testardo: Giovanni Blini. Scomparso a 24 anni in un incidente automobilistico al ritorno della festa del Fronte della Gioventù di Siracusa, sulla strada che lo avrebbe dovuto riportare tra le nebbie del varesotto. Una storia che diventa un libro attraverso le testimonianze di chi lo ha partorito, conosciuto, amato o solamente sfiorato. Giovanni Blini. Una vita, una storia, un bene comune (edizioni il Cerchio).

Il rifugio dei terroristi nel cuore di Parigi (di Marco Valle)

Articolo di Marco Valle
Dal Secolo d'Italia del 26 gennaio 2012
Difficilmente gli italiani dimenticheranno la smorfia di soddisfazione di Cesare Battisti, terrorista omicida e impunito, all'annuncio che il Brasile rifiutava la sua estradizione. Un verdetto ingiusto. Uno schiaffo alle vittime e un'offesa alla Repubblica. Una brutta storia da non dimenticare. Ma al di là dell'amaro epilogo carioca, l'affare Battisti offre più di uno spunto per una nuova e più articolata riflessione sul terrorismo italiano e soprattutto sulle sue cause esogene e sulle sue implicazioni internazionali.

martedì 24 gennaio 2012

La videocrazia montiana ha fatto flop (di Valter Delle Donne)

Articolo di Valter Delle Donne
Dal Secolo d'Italia del 24 gennaio 2012
Doveva essere il campione dell'understatement, della sobrietà al potere, il servitore dello Stato schivo e lontano da lustrini e paillettes mediatiche. Tutti buoni propositi evaporati in due mesi. Ormai è un vero e proprio giro delle sette chiese televisive quello di Mario Monti: dopo le ospitate da Vespa e Fazio, nel week end è stato prima nella trasmissione di Lilli Gruber e domenica pomeriggio da Lucia Annunziata. L'economista della Bocconi ci ha preso gusto a fare la star televisiva, sguazza nei salotti televisivi come un pesce rosso nell'acquario. Chi il gusto non l'ha preso, anzi, l'ha perso, è il telespettatore. Non date retta ai titoli a effetto sul trionfo degli ascolti. Sono leggeremente dopati, come Ben Johnson alle Olimpiadi di Seul, appena appena ritoccati come le labbra di Alba Parietti. 

Combine-gate, Bari e Atalanta nella bufera (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 24 gennaio 2012
Le mani sul calcio. Parafrasando la celebre pellicola cinematografica su corruzione e malaffare di Francesco Rosi (Le mani sulla città, 1963), le rivelazioni che arrivano dalle inchieste giudiziarie su protagonisti dell'universo pallonaro come l'allenatore argentino Héctor Cuper e la testimonianza esplosiva, e tuttora secretata, di Andrea Masiello su presunte combine riguardanti numerose partite dello scorso campionato di serie A, costituiscono di fatto un copione che, se le accuse dovessero rivelarsi fondate, configurerebbe un vero raggiro ai danni dei milioni di appassionati che ogni domenica gremiscono le tribune degli stadi. 

La storia di Nino Ciccarelli, il "teppista" che fondò i Viking, il gruppo interista degli ultrà (di Giovanni Tarantino)

Articolo di Giovanni Tarantino
Dal Secolo d'Italia del 24 gennaio 2012
Non c'è l'armonia del bel calcio giocato, non ci sono sorrisi di circostanza, frasi di comodo, prassi convenzionali, auspici sul «ritorno delle famiglie allo stadio» - ammesso che le famiglie italiane per intero ci siano mai state allo stadio - o propositi di «tifo pulito»; né si parla di calcio-calcio, quindi di sport. È Il teppista. Trent'anni maledetti a Milano, un libro violento, diretto, non di compromesso, come del resto la vita di Nino Ciccarelli, che è per l'appunto il teppista in questione raccontato nel libro. Non ci saranno tutte le finzioni narrative cui si faceva menzione precedentemente, ma nella storia di Ciccarelli, raccontata nelle 151 pagine del libro scritto da Giorgio Specchia, e dato alle stampe grazie all'intraprendente casa editrice Indiscreto di Stefano Olivari (euro 12, in vendita sul web www.ilteppista.com e nelle librerie tradizionali), c'è tanta verità.  

lunedì 23 gennaio 2012

Moretti torna a Cannes, ma da presidente di giuria (di Maurizio Cabona)

Articolo di Maurizio Cabona
Dal Secolo d'Italia del 21 gennaio 2012
Nanni Moretti presiederà la giuria del prossimo Festival di Cannes (16-29 maggio), dopo esservi stato giurato nel 1997 e aver vinto, con La stanza del figlio, la Palma d'oro nel 2001, Non era questo il suo miglior film: a nobilitarlo agli occhi dei giurati, oltre ai meriti pregressi, fu l'occasione di mandare agli italiani un segnale di dissenso per avere eletto presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.  

Niccolai, il ghibellino pisano

Da Charta minuta n. 5 - novembre/dicembre 2011
«Il secolo delle rivoluzioni è dietro le nostre spalle. C’è da ricomporre l’Italia scissa, l’Italia frantumata. E la riconciliazione non può avvenire che su una ricomposizione di una storia italiana». La lucidità di capire quando una stagione è arrivata al capolinea. Il coraggio di aprirne una nuova, gettando all’aria comode rendite di posizione. Battere sentieri inesplorati. Confontarsi con tutti, senza pregiudizi. Di uomini come Beppe Niccolai, scomparso il 31 ottobre del 1989, la politica italiana avrebbe un gran bisogno. Soprattutto i più giovani, intrappolati come sono nel bipolarismo coatto, armati gli uni contro gli altri nella stucchevole guerra civile tra berlusconiani e antiberlusconiani.  

Ora si può dire: Re Cecconi fu vittima due volte (di Annalisa Terranova)

Dal Secolo d'Italia del 23 gennaio 2011
Una carriera folgorante. Una morte tragica. Basta questo a spiegare il ricordo ancora vivo, e non solo nei tifosi laziali, di Luciano Re Cecconi? No, non basta. Il fatto è che l'«angelo biondo», la famosa mezz'ala della Lazio trionfatrice nel campionato del 1974 è l'icona di una squadra che nel culto delle sue memorie annovera anche morti ingiuste - Re Cecconi, Paparelli e da ultimo Gabriele Sandri. Lutti che cementano un'identità e che rafforzano la fede biancoceleste.

sabato 21 gennaio 2012

Diabolik cambia stile: adesso parla al microfono di Radio Rai2

Dal Secolo d'Italia del 21 gennaio 2012
L’annuncio l’ha dato direttamente Diabolik nei giorni scorsi. Su Twitter: «torno su RaiRadio2 con Eva». Fino al 27 del mese, dal lunedì al venerdì, allo scoccare della mezzanotte, il re del terrore avrà la voce di Luca Ward (ed Eva Kant quella di Roberta Greganti). Quale occasione più ghiotta del cinquantenario del personaggio creato nel 1962 dalle sorelle Giussani per riproporre i “radiofumetti”? Dalle strisce di carta ai download del web, dai cartoni animati ai videogames, dai social network alla radio, il capostipite degli (anti)eroi d’inchiostro conferma la vocazione a uscire sempre più spesso dall’edicola, il suo regno, per andare oltre il fumetto. Dopo una vita passata all’opposizione – avversario dichiarato dell’Italia puritana e della morale cristiana, individualista in barba a ogni collettivismo di moda, stiloso avventuriero col gusto della sfida all’epoca del compromesso storico – gode di un “consenso” tale da potersi vantare d’essere il più longevo di tutti, secondo solo a Tex.  

martedì 17 gennaio 2012

Cantona, la vera "ribellione" è contro il potere delle banche (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 17 gennaio 2012
Ci sono tanti modi di utilizzare fuori dal rettangolo verde la propria immagine sportiva. Si può pubblicizzare l’ultima invenzione di una multinazionale dei telefoni portatili o sostenere le attività di una fondazione solidarista impegnata in una causa umanitaria. Eric Cantona, ex campione del Manchester United e attualmente dirigente sportivo, ha scelto di “spendere” la propria popolarità per portare l’attenzione dell’opinione pubblica francese su temi pregnanti, su nodi insoluti che la classe dirigente transalpina non affronta con la necessaria decisione: il genio marsigliese, chiedendo ai sindaci di tutta la nazione di sottoscrivere la sua candidatura alle prossime presidenziali, ha costretto i media a soffermarsi sulla questione annosa dell’emergenza abitativa e sullo strapotere delle banche, ed ai politici di professione ha fatto sapere, attraverso una lettera aperta pubblicata da “Liberation”, che punta a lanciare un messaggio di vicinanza “alle sofferenze quotidiane dei cittadini, dimenticate dai potenti”.

Vola come una farfalla, punge come un'ape. Muhammed Alì compie settant'anni.

Dal Secolo d'Italia del 17 gennaio 2012
La leggenda vuole che Sylvester Stallone trovò l’ispirazione per creare Rocky Balboa dopo aver assistito all’incontro di boxe del 24 marzo 1975 tra Muhammad Alì e Chuck Wepner. Quest’ultimo era un pugile sconosciuto ma con la forza e l’ambizione necessaria per mettere in difficoltà il campione del mondo, esattamente come farà il suo Rocky con Apollo. La determinazione di Wepner, lo stile aggressivo di Rocky Marciano e l’indistruttibilità di Cassius Clay: questi gli ingredienti con cui Stallone ha fabbricato il suo mito di celluloide, dosando la realtà con la fantasia che, si sa, è più generosa.

Il derby non è una partita come le altre (di Giovanni Tarantino)

Articolo di Giovanni Tarantino
Dal Secolo d'Italia del 17 gennaio 2012
Derby, vocabolo inglese. Nell’accezione angloamericana significa “bombetta”, contraddistingue un capo d’abbigliamento; è un derby anche un missile aria-aria israeliano di nuova generazione. In Italia il Derby è una marca di succhi di frutta molto in voga negli anni Ottanta. Ma in gergo calcistico, nel linguaggio del pallone delineato ben prima di Pasolini e dei suoi podemi, il derby è lo scontro calcistico tra squadre di una stessa città, o al più di una stessa regione. Una rivalità forte che spesso confina nell’offesa reciproca.

lunedì 16 gennaio 2012

Il caso Carretta: la folla contro ragione e giustizia (di Alfredo Borgorosso)

Articolo di Alfredo Borgorosso
Dal Secolo d'Italia del 15 gennaio 2012
La furia popolare, l'irrazionalità della folla, il delirio giacobino, la smania irrefrenabile di esercitare una cruenta giustizia sommaria: gli epiloghi delle guerre civili sono sempre costellati di esecuzioni, violenze inaudite, lotte fratricide. Lo scempio compiuto dai ribelli libici sul corpo del raìs Mohammad Gheddafi nell'ottobre scorso, immortalato dalle immagini dei media di tutto il mondo, non è tanto diverso dagli assassini e dalle stragi avvenute nell'Italia lacerata dalla guerra civile dal 1943 al 1945.  

domenica 15 gennaio 2012

Torna la magia innovativa e evergreen di Aqualung (di Federico Zamboni)

Articolo di Federico Zamboni
Dal Secolo d'Italia del 15 gennaio 2012
Sono la nostra piccola macchina del tempo, le ristampe dei grandi album del passato. Il trucco ricorrente per tornare indietro, con un unico balzo istantaneo di inarrivabile lievità, e sprofondarci di nuovo nella magia di certe fasi irrimediabilmente perdute. Come dice lo stesso Ian Anderson, leader di quei Jethro Tull di cui è stato recentemente ripubblicato il magnifico Aqualung, «verso la fine degli anni Sessanta c'era il senso di una rivoluzione musicale in atto. Chi suonava sapeva di essere parte di un grande cambiamento musicale, sapeva di fare qualcosa di nuovo o aveva la speranza di farlo. Oggi non c'è nulla di nuovo da fare, per i ragazzi è difficile creare la stessa innovazione radicale». 

L'american dream dei nostri nonni senza toni epici (di Giuseppe Mammetti)

Articolo di Giuseppe Mammetti
Dal Secolo d'Italia del 15 gennaio 2012
L'America dei nostri avi era la patria delle possibilità. Un paradiso da conquistare con sudore e sacrifici. Quando gli immigrati italiani sbarcavano nell'immenso porto di New York, il copione era sempre lo stesso. Scendevano da transatlantici oceanici, si precipitavano verso gli hangar dell'immigrazione e attendevano tutti una verità definitiva: dentro o fuori. Ammessi nell'universo fantastico delle occasioni oppure rifiutati. Rigettati da quella che per molti era l'unica via di salvezza dalla fame.  

Il Msi e l'America: quando si voleva l'Europa come "terza forza" (di Mario Bernardi Guardi)

Articolo di Mario Bernardi Guardi
Dal Secolo d'Italia del 15 gennaio 2012
Come eravamo? Sicuramente antiamericani. Noi, postfascisti, movimentisti, sessantottini neri, "neodestri" al di là della destra e della sinistra, eravamo antiamericani. Rivendicavamo la "sovranità" italiana ed europea, ci sentivamo "terzaforzisti", non credevamo a una sorta di diritto yankee ad intervenire in questa o in quell'altra area del mondo in nome della libertà, della democrazia e del progresso, provavamo un senso di insofferenza di fronte all'immagine del "liberatore" simpatico, sorridente e generoso.

sabato 14 gennaio 2012

L'Eden dei fumettisti immaginari? Si chiama Hicksville

Dal Secolo d'Italia del 14 gennaio 2012
Risparmiatevi la fatica di cercare Hicksville sugli atlanti, ammesso che possediate ancora tali reperti archeologici. Anche quella, minima, di affidarvi a Google Maps. Accontentatevi di sapere che è nascosto in un angolo remoto della Nuova Zelanda e no, non cercate immagini su internet. Non ne trovereste. Perché Hicksville non esiste e, del resto, potrebbe esistere davvero un luogo in cui tutti gli abitanti sono avidi lettori di fumetti, talmente appassionati da disquisire di Jack Kirby, il creatore dell’universo Marvel, come se si trattasse della locale star del rugby?  

mercoledì 11 gennaio 2012

Da Rivera a Eric Cantona: è la politica fatta coi piedi (di Valter Delle Donne)

Articolo di Valter Delle Donne
Dal Secolo d'Italia di mercoledì 11 gennaio 2012
L‘ultimo in ordine di tempo è Eric Cantona. L'ex stella del calcio francese ha annunciato (provocatoriamente) l'intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali della prossima primavera. In una lettera pubblicata dal quotidiano Liberation, Cantona - che nel frattempo è diventato un attore - ha scritto ai sindaci di Francia per ottenere le cinquecento firme necessarie per candidarsi all'Eliseo.

martedì 10 gennaio 2012

Messi, la "pulce" di un altro pianeta (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia del 10 gennaio 2012
Acerrimi rivali nella Liga, nella corsa alla Champions e anche nella contesa per il Pallone d'oro: Barcellona e Real Madrid si affrontano non solo sul campo di calcio ma anche trasformando lo spazio dei media in un eterno ring. 

Tagli all'Ippica, la rabbia degli addetti ai lavori: «Rischiano il licenziamento cinquantamila persone»

Dal Secolo d'Italia del 10 gennaio 2012
Se non è febbre da cavallo poco ci manca. Che il settore ippico fosse malato, in realtà, lo si sapeva da tempo. A far galoppare la preoccupazione, tuttavia, sono i tagli ai finanziamenti statali da 150 a 40 milioni e del 40 per cento sugli introiti dei montepremi. Al momento non si hanno notizie di lacrime ministeriali, a piangere sono solo i fantini sbalzati di sella e proprietari e allevatori lasciati a piedi.