domenica 25 novembre 2007

La blogsfera s'interroga: "Governati da Pd e PdL, ma ve lo immaginate?"

Dal Secolo d'Italia, edizione domenicale del 25 novembre 2007

La spallata, infine, Silvio l’ha data. Al bipolarismo. Alla CdL. All’alternativa di centrodestra. Per far dispetto alla moglie, zac! Sì, perché una cosa è certa, anzi due: l’idea di un’alleanza tra Partito del popolo delle libertà (o come si chiamerà il nuovo soggetto) e Partito democratico ricompatta il centrosinistra e fa incazzare l’elettorato di centrodestra. Più indignazione che ironia. Anche su internet. Persino in una roccaforte berlusconiana come Tocqueville.it. Malgrado gli sforzi immaginifici del quotidiano Libero: «Silvio Bonaparte». Paginate su paginate per magnificare l’azzardo. Sondaggi a gogò. Titoli sprezzanti del ridicolo: «In An uno su due la pensa come Silvio». Uno stuolo di autolesionisti, evidentemente.
Eppure basterebbe fare un salto sul web per rendersi conto del contrario. Carla Mannetti, avvocato aquilano (foto a destra) , ha lanciato un sondaggio sul suo blog, anprogettolaquila.blogspot.com, chiedendo ai naviganti di centrodestra: «An non si scioglie, siete d’accordo con Fini?» Risultato: oltre il 95 per cento di sì. Nello stesso microsondaggio di Libero (500 persone interpellate) – peraltro – più di un elettore forzista su cinque si dice in sintonia con il presidente di An. Dettagli. Perplessità espresse anche da Gennaro Malgieri, da sempre sostenitore del partito unico del centrodestra: «Neppure le bocciofile si mettono su così. Figuriamoci i partiti politici. Silvio Berlusconi ha perso una buona occasione per mostrarsi ciò a cui tiene di più: un leader moderato». Alessandra Mussolini l’ha detto a modo suo: «Il popolo del 2 dicembre ci chiedeva di restare uniti, il partito unitario andava fatto insieme. Col suo strappo Berlusconi mi ricorda quei mariti che scendono a prendere le sigarette e poi non ritornano più…».
Ma torniamo ai blogger berlusconiani. David Locke, su The-passenger.net, si chiede: «La soluzione ai mali dell’Italia è sedersi attorno a un tavolo con l’avversario per decidere come sfottere i rispettivi alleati? Ora come ora non ci arrivo, forse sta scritto da qualche parte nel manuale di Sun Tzu, forse sta scritto pure nei trattati di Von Clausevitz e, a pensarci bene, in un certo senso fa parte pure della strategia del nostro stimatissimo Petraeus, ma siamo sicuri che il Pdl è la cosa giusta?». Filippo Mazzei su Libertates.com, sito dei Comitati per le libertà, non nasconde le sue preoccupazioni: «Il rischio adesso è che in parlamento si arrivi a un accordo tra Berlusconi e Veltroni che faccia saltare tutto varando una nuova legge elettorale. Vi immaginate l’Italia governata dai leader di Pd e PdL? Non osiamo neanche pensarci. Vogliamo rinnovare la politica e avvicinarla davvero ai problemi della gente? Ecco la soluzione: sistema elettorale maggioritario (vero) e primarie (vere)». Dello stesso avviso Freeman sul blog La libertà va conquistata ogni giorno: «L’apertura a sorpresa al proporzionale puro assomiglia molto alla fine di un sogno, ad un ritorno a quell’Italia che dal ’48 a Tangentopoli ha convissuto con un sistema di partiti che facevano il bello e il cattivo tempo a prescindere dagli elettori. Nel futuro partito ci sarà un forte collegamento tra la base ed il vertice e che gli incarichi dovranno essere elettivi. Non ci vuole molta malizia per notare che implicitamente è un riconoscimento che Forza Italia fino a oggi non ha funzionato in questo modo». L’Osservatore di Romano, implacabile antiprodiano, ridimensiona l’epica feltriana e puntualizza: «Non capisco gli entusiasti del nuovo partito di cui Berlusconi ha annunciato la nascita. Celebrare la riuscita dell’iniziativa dei gazebo o recarvisi per aderire, per stima alla coalizione, è ben altra cosa rispetto al fatto di ritrovarsi in campo con un altro soggetto politico». Tutt’altro che allettante la prospettiva: «Un ritorno al passato, quando le coalizioni si facevano dopo il voto e non si sapeva più chi avesse vinto, scegliendo di volta in volta, di convenienza in convenienza, chi dovesse essere il compagno di legislatura. E, se così fosse, gli attuali sostenitori del Silvione nazionale che amano cimentarsi nella tenuta di uno spazio virtuale contro chi spenderebbero le loro energie? E soprattutto, a questo punto, è da auspicarsi una Grosse Coalition tra Tocqueville e kilombo?». Kilombo.org è, infatti, il più grande sito aggregatore di blog di centosinistra. E neanche lì, come si può facilmente comprendere, sono entusiasti dell’ipotesi Veltrusconi. Dall’home page, Unaltravista titola così il suo post: «Veltroni e Berlusconi preparano la trappola». Ma i più allarmati restano i blogger storaciani. Giovanni Palombo fa autocritica: «Noi per Berlusconi potevamo essere funzionali alla demolizione interna di An ma, ormai, credo che le news politiche abbiano reso trapassata questa nostra funzione. Se il cavaliere si accorda con Veltroni, possiamo andare a coltivare funghi e, secondo me, l’accordo c’è già stato». Giangiacomo Salò è decisamente fuori di sé: «Mah… appena Silvio ha detto ‘sta cosa contro "i parrucconi" ero contento anche perchè il nostro movimento è sicuramente nato anche contro i parrucconi. Ora Berlusconi dice che tutti saranno ricandidati, che c’è posto per tutti. Anche Forza Italia è piena di parrucconi… mo basta prendere per i fondelli». Spunta una nostalgia del tutto inattesa. Per il partito di Fini. Angelo ricorda: «Per tanti anni all’interno di An si criticava Fini per l’allenza con Berlusconi, adesso Storace dice che Berlusconi è un mito, ma dai!».
Più di qualcuno invita a un ripensamento del rapporto con la casa madre. Marco auspica «un confronto leale con An». Cristian, contagiato dal vizio berlusconiano, dà le pagelle: «La Santanchè non è la mia preferita… Ad una vip come lei avrei preferito La Russa o Alemanno. Ma ovviamente qui non siamo al calciomercato». Ferdinando Parisi si prende la briga dell’epitaffio: «Ho seguito La Destra con interesse ed ero pronto ad aderire attivamente a questa nuova formazione, considerato che nella mia terra (la Calabria) c’è molto bisogno di destra. Adesso mi tocca aspettare per decidere. Il servilismo nei confronti di Berlusconi farà perire tutti i nostri ideali, se in AN si poteva dire la nostra opinione, con Berlusconi come principale alleato si conterà meno di Rotondi». Il che non è esattamente un buon auspicio.

4 commenti:

Giovanni Di Silvestre ha detto...

E' ormai chiaro che a Berlusconi noi non serviamo più e sta cercando di scaricare la destra. Non mi stupirei se cercasse di fare un'alleanza con i Democratici facendo in qualche modo risorgere la vecchia DC. Ora più che mai Alleanza Nazionale deve ricompattarsi attorno a un leader e portare avanti un progetto che chiaramente con Berlusconi ha poco e niente a che fare.

Roberto Alfatti Appetiti ha detto...

Con Fini, decisamente.

Giovanni Di Silvestre ha detto...

Non credo che Fini sia la soluzione migliore. Credo sia venuto il momento per An di convocare un congresso e ristabilire il motto almirantiano del "non rinnegare non restaurare"

Ferdinando Parisi ha detto...

Sono il Ferdinando Parisi nominato nell'articolo del secolo... beh mi sa che gli eventi successivi al mio post sul Blog di Storace abbiano dimostrato che Fini non è per niente coerente, mentre Storace ha ripreso le redini della destra in Italia!!! Ora i servi di Berlusconi sono gli appartenenti ad AN che hanno fatto la fine di Rotondi!!!