venerdì 1 febbraio 2008

Aldo Nove il cannibale, Jovanotti e il "luogocomunismo" (di Michele De Feudis)

Articolo di Michele De Feudis
Dal Secolo d'Italia di giovedì 31 gennaio 2008

Non è più tempo di intellettuali organici, ma alla fine il vizio di piacere a sinistra è comune a tanti scrittori e uomini di spettacolo. L’ex giovane cannibale Aldo Nove, in prima pagina su Liberazione, per recensire con un florilegio di elogi Safari, l’ultima fatica di Jovanotti, sfodera una compilation di banalità il cui unico rumore di sottofondo non è la musica di Lorenzo Cherubini, ma lo scorrere dell’acqua calda.
Tra sentimenti e politica, enucleati in un gioco di ventuno parole (una per ogni lettera dell’alfabeto) «su cui sentire il Jovanotti-pensiero a 360 gradi», per entrare in sintonia con i lettori comunisti del giornale di Piero Sansonetti, Nove diventa un perfetto luogocomunista. Per lo scrittore la A è «Amore. In fondo – spiega – è una fortuna che la nostra lingua l’esprima con la prima lettera dell’alfabeto». Poi in crescendo: «Berlusconi. Avrei preferito “bacio” o anche “bicicletta”… (…) Comunque – precisa Nove – penso che per la politica italiana sia stato un grande freno. Ha bloccato le libertà, lo sviluppo della coscienza sociale e politica di un Paese».
Quindi, una spruzzata di ideologia d’antan: «Comunismo. Non ne ho mai avuto esperienza. Ma nei simboli c’è una forza che può superare i pensieri». E ancora la D di «Destra. Mi ricorda che da ragazzo mi dicevano che Borges era uno scrittore di destra, ma a me piaceva da pazzi! (…) Io penso che la destra ritiene che alcuni privilegi siano benedetti dalla natura, e questo secondo me è sbagliato. (..) Cultura del privilegio a destra e cultura del diritto a sinistra».
Tralasciando le altre illuminazioni sul terzomondismo, affidate alla G di globalizzazione, e le gocce di anticlericalismo su Ratzinger, al quale è dedicata una voce nella quale Nove scrive che a Benedetto XVI «manca l’anima», e partecipando laicamente al gioco dello scrittore varesino, non ci resta che salutarlo con il più luogocomunista degli slang. Attingiamo anche noi all’universo culturale e immaginario suscitato da Jovanotti, quando però ancora non era «l’uomo rinascimentale nel mondo mediale italico», come oggi lo definisce Nove, ma si limitava a frequentare le stanze del Biscione: Gimme five Aldo!
Michele De Feudis è giornalista e scrittore, collaboratore dell'Ansa e del Secolo d'Italia. Scrive di libri, cinema, politica e calcio per quotidiani nazionali. Ha curato il libro Tolkien, la Terra di Mezzo e i miti del III millennio, edito da L'arco e la corte (Bari)

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