venerdì 15 aprile 2011

Vittorio Arrigoni

Vittorio Arrigoni è stato ammazzato. Era stato rapito giovedì mattina nella Striscia da un commando salafita vicino ad Al Qaeda (così pare, almeno). I miliziani di Hamas sono arrivati tardi, la sua esecuzione, evidentemente, era stata anticipata. Non lo conoscevo. Leggo che era un attivista filopalestinese di 36 anni. Un volontario, una parola che spero significhi ancora qualcosa. Non ce l'hanno mandato, è stata una sua decisione. Rendersi utile a un popolo senza limitarsi a far correre le dita su una tastiera o a iscriversi - tanto per dire - a un gruppo di sostegno su facebook per questa o quella causa (che pratica ridicola, quest'ultima). Mi hanno colpito le sue foto, la faccia simpatica da guascone, sia pure in contesti tutt'altro che facili. Anzi. L'espressione divertita che pure non toglie nulla al suo impegno. Quel suo mettersi in posa, come facciamo tutti noi quando abbiamo di fronte qualcuno con una macchina fotografica. Con quella faccia lì non avrebbe avuto problemi a fare il figurante in qualche trasmissione televisiva, a far finta di essere qualcun altro - come si usa fare a Forum, la famigerata sceneggiata condotta da Rita Dalla Chiesa - raccontando storie d'altri senza rischiare nulla. Con quella faccia lì e con quel fisico asciutto avrebbe potuto entrare senza problemi nella Casa del Grande Fratello (e passare cento giorni su un divano inquadrato dalle telecamere) o ritrovarsi tronista, in studio con Maria De Filippi e qualche dozzina di adoranti e starnazzanti gallinelle pronte a innamorarsi di lui. Eppure Vittorio Arrigoni ha deciso di spendere la sua vita senza massaggiare i piedi di Lele Mora, senza cercare scorciatoie, a servizio di un'idea. 
Mi verrebbe da dire "onore a lui", vecchie reminescenze della mia formazione culturale di "destra". E invece gli dico solo ciao, augurandomi che da qualche parte possa continuare a vivere e a sorridere al fotografo.
Questo è il suo blog

5 commenti:

raffaele morani ha detto...

Bellissimo articolo. Grazie Roberto di aver ricordato un eroe!

Antonino Salvatore Pizzurro ha detto...

Che commenti si possono fare davanti a tanto amore e sacrificio estremo? Credo che quello che si possa dire sia soltanto, che dare la vita per cui si crede è sempre un fascino che non tutti sanno apprezzare. Dico ciao amico sconosciuto, ciao riposa in pace il tuo sacrificio è sicuramente servito. Sei morto per un ideale, e questo ideale farà di te un eroe. Grazie Vittorio, hai dato esempio di umiltà e rettitudine d'amore verso il tuo prossimo.

Giuliano ha detto...

Bravissimo Roberto! Allego il mio articolo apparso appena su Il Futurista. Un abbraccio: http://www.ilfuturista.it/attualita/la-morte-atroce-e-cattiva-di-un-cittadino-del-mondo.html

Anonimo ha detto...

Ma ne è valsa la pena? Senza nulla togliere alla grande umanità di Vittorio, mi chiedo se gli animali che si muovono dietro tanti conflitti portatori non di ideali ma di brama di sopraffare gli altri sono valori per cui vale la nostra vita? Io dico chiudiamo le nostre frontiere e lasciamo che si sbranino tra loro.

Anonimo ha detto...

bell'articolo... complimenti