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sabato 4 giugno 2011

Zagor, compie cinquant'anni l'eroe che supera le stagioni della moda

Dal Secolo d'Italia del 4 giugno 2011
Ha cinquant’anni, praticamente un ragazzino. Facile a dirsi, oggi. Il problema, tuttavia, per chi taglia questo traguardo, è riuscire a tenere il passo. Di chi è giovane davvero. Pochi ci riescono. Lui senz’altro sì.

sabato 28 maggio 2011

Quando Conan stava con noi in cameretta, ricordando Frank Frazetta

Dal Secolo d'Italia del 28 maggio 2011
Quando lo scorso maggio – il 10 del mese, poco più di un anno fa – un infarto ha sancito la fine dell’esistenza ottuagenaria di Frank Frazetta, da noi la “notizia” è passata quasi sotto silenzio, salutata con devozione dagli addetti ai lavori e con tristezza dai non pochi cultori dell’artista statunitense di origine italiana nato a Brooklyn nel 1928.

giovedì 19 maggio 2011

Riecco Tintin l'avventuriero, uno di noi...

Dal Secolo d'Italia del 19 maggio 2011
Chi lo conosce, sa che Tintin è un autentico giramondo: Europa, estremo e medio Oriente, Africa, America e persino la luna, con ben sedici anni di anticipo sugli astronauti statunitensi. Ne ha fatta di strada dal 1929, anno in cui fece il primo viaggio – nella Russia sovietica – al 1983! Anno della morte del “papà”, il disegnatore belga Georges Remi, in arte Hergé, che ha segnato la forzata messa a riposo del giovane reporter d’inchiostro. Dopo aver vissuto avventure d’ogni genere ed essersi scontrato con spie, truffatori e trafficanti di droga, da tempo sembrava destinato a una vita da baby pensionato di lusso, richiamato in servizio solo per estemporanee ristampe o cartoni animati.

giovedì 12 maggio 2011

Jack Marchal: così sdoganai i topi di fogna

Dal Secolo d'Italia del 12 maggio 2011
C’era una volta un topo. No, non ci riferiamo a quell’irritante saputello di Topolino, né al nostro Topo Gigio, tanto “democristiano” e filogovernativo da chiudere una cinquantennale carriera televisiva facendo da testimonial per la campagna di prevenzione lanciata dal governo nel 2009 contro l’influenza A. Parliamo di un ratto tutt’altro che accomodante e risolutamente all’opposizione. Pronto a scagliarsi contro il sistema. Noir. Nero. Decise di uscire all’aria aperta, imbracciare una chitarra, dire la sua sull’universo mondo. Senza alcuna intenzione di tornare nelle fogne, com’era gentilmente sollecitato a fare dai più.

giovedì 5 maggio 2011

Carriera criminale di Clelia C., se leggere Gomorra non basta...

Dal Secolo d'Italia del 5 maggio 2011
Diciamolo chiaramente: se la trentenne Nunzia Stolder, figlia di boss e in quanto tale prontamente ribattezzata Lady Camorra, piuttosto che candidarsi alla municipalità di San Lorenzo Vicaria (Na) con il Pdl, si fosse proposta nelle liste del Pd o, meglio, di Sel, nessuno avrebbe posto alcuna questione di “opportunità”.

venerdì 29 aprile 2011

Tex, la mia vita è il romanzo di un libertario

Dal Secolo d'Italia del 29 aprile 2011
Sono in circolazione dal 1948 ma una sembra avere bisogno di un certo restyling mentre l’altro – al contrario – non è mai stato messo in discussione. I “coetanei” sono la nostra Costituzione e Tex: della prima c’è chi vuole riformulare titoli e testi, del secondo non c’è titolo che non vada ancora letteralmente a ruba.

giovedì 14 aprile 2011

Ranxerox, un pugno pop allo stomaco dei moralisti

L'attualità di Tamburini a 25 anni dalla scomparsa
Dal Secolo d'Italia di giovedì 14 aprile 2011
L’appuntamento è per il prossimo 29 aprile, quando al Comicon di Napoli si aprirà il sipario sulla mostra Echi di Tamburo: Stefano Tamburini tra grafica, musica & fumetto, il percorso antologico di uno dei più geniali innovatori della cultura pop italiana. Vissuto in fretta e dimenticato frettolosamente. Nato a Roma il 18 agosto del 1955, Stefano Tamburini – Steve Tamburo per gli amici – è morto nella capitale poco più che trentenne per un misterioso malore (overdose?) in un indefinito giorno di aprile del 1986. Venticinque anni fa. Il corpo venne ritrovato solo una decina di giorni dopo il decesso nel suo appartamento romano.  

giovedì 7 aprile 2011

Jean-Marc Reiser, quel graffio al falso moralismo

Dal Secolo d'Italia del 7 aprile 2011
Il prossimo 13 aprile Jean Marc Reiser (nato a Réhon nel 1941) avrebbe festeggiato settant’anni e invece se n’andato da un pezzo: il 5 novembre del 1983, a soli quarantadue anni. Pochi ma intensi, gran parte dei quali spesi a combattere ogni conformismo sociale a suon di vignette. Aveva iniziato a seminarne sin da ragazzino, ovunque fossero disponibili a pubblicargliene.

mercoledì 6 aprile 2011

Victor Gischler, se il western si tinge di noir

Dal Secolo d'Italia del 6 aprile 2011
La contaminazione tra i generi è il pane quotidiano di Victor Gischler, scrittore della Louisiana tra i più promettenti della generazione dei quarantenni. Con la recentissima incursione nel fantahorror – l’apocalittico Black City (2011, Newton Compton, pp. 313 € 6,90) – ha già dato ampia dimostrazione della sua straordinaria abilità di “miscelatore” dell’immaginario, rendendo compatibili stili, situazioni e suggestioni tanto diverse da sembrare inconciliabili, esattamente come ci ha "abituati" il suo mentore, l'inarrivabile Joe R. Lansdale, autore del fresco di stampa Londra in fiamme (2011, Fanucci, pp. 186, € 11,90), coraggioso mix di storia (ucronica), fantasy e fantascienza pulp, in cui si ritrovano arruolati tra i personaggi Jules Verne, Mark Twain, un giovane H.G. Wells, Toro Seduto, una scimmia marziana e un robot a vapore – tutti chiamati ad affrontare la devastazione causata da un viaggiatore nel tempo, il protagonista del romanzo di H.G. Wells La macchina del tempo, che ha aperto, moltiplicandole, crepe nel continuum temporale.
Nel suo ultimo romanzo, Notte di sangue a Coyote Crossing (Meridiano Zero, pp. 208, € 14), Gischler si è spinto oltre: ha fuso insieme western e noir, realizzando una vera e propria saldatura chirurgica di classiche situazioni western (comprese sfide e duelli) su un impianto narrativo denso delle caratteristiche cupezze del noir più estremo. 

giovedì 31 marzo 2011

Satanik, torna la rivoluzionaria in nero che anticipò il ’68

Dal Secolo d'Italia del 31 marzo 2011
«La mia Satanik ha inventato il ’68». Così Piero Vivarelli, lo scorso luglio, appena due mesi prima di morire, salutò il ritorno in dvd, nella nuova collana «cinekult», del film da lui diretto oltre quarant’anni or sono e dedicato alla celebre eroina del fumetto nero. Nero, se non altro per tradizione familiare, era anche il produttore esordiente, Romano Mussolini, con il quale il regista condivideva una passionaccia per il jazz. Nera, la location scelta per il film: la Madrid di Franco. E nero, del resto, era stato anche il giovane Vivarelli: reduce dei nuotatori-paracadutisti del reggimento San Marco, X Flottiglia Mas, durante la Repubblica Sociale. «Si noti – faceva osservare all’intervistatore, il critico cinematografico Maurizio Cabona – che in Italia il film uscì non a caso nel marzo 1968, simultaneamente ai disordini di Valle Giulia, a Roma».  

giovedì 24 marzo 2011

Quel fascista libertario (e americano)

Quel fascista libertario (e americano)
Dal Secolo d'Italia del 24 marzo 2011
«Ci fu un tempo (la seconda guerra mondiale, per capirci) in cui il paese si confrontò con un nemico odioso e il nostro popolo rimase unito nella lotta. Ma adesso nulla è semplice, gli americani hanno molti obiettivi, alcuni dei quali del tutto in contrasto con gli altri. Ci sono diverse versioni degli Stati Uniti. Così quando la gente guarda a me, quale America dovrei rappresentare?»

mercoledì 16 marzo 2011

Ma quel fusto è Dylan Dog o Superman? Parlano gli autori dell'indagatore dell'incubo

Dylan Dog - Il film, Parlano gli autori dell'indagatore dell'incubo: Barbato, Marzano, Recchioni e Ruju 
Dal Secolo d'Italia del 16 marzo 2011
«Non serve un piano, servono pistole più grandi». No, la frase che Brandon Routh pronuncia (non aiutato dal doppiaggio, va detto) nel trailer di Dead of the Night, la pellicola che sarà proiettata da oggi nelle sale italiane in anteprima mondiale col titolo Dylan Dog – Il film, il “nostro” indagatore dell’incubo non l’avrebbe mai pronunciata. Lui che la pistola, il più delle volte, la dimentica a casa e deve essere Groucho, all’occorrenza, a lanciargliela, spesso incresciosamente scarica. Groucho, l’irrefrenabile spalla comica di Dylan che, sul grande schermo, non ha potuto seguirlo, sostituito da un personaggio inedito e a costo zero: Marcus Adams. Sì, perché l’uso dell’immagine di Groucho costa cara e i nipoti dei fratelli Marx – ci si passi il giro di parole – chiedevano più di quanto la produzione americana fosse disposta a pagare. Così come il maggiolino targato Dyd 666 non è bianco, come nel fumetto, ma nero. Già, pare che dai tempi di Herbie i maggiolini bianchi siano esclusiva della Walt Disney Company.

giovedì 10 marzo 2011

Fantômas, torna quel beat vestito di nero

Dal Secolo d'Italia del 10 marzo 2011
Il governo tira a campare? L’opposizione ha smarrito ogni vocazione all’antagonismo? Nessun problema: ci penseranno gli eroi d’inchiostro – rigorosamente nero – a cambiare il mondo. Lo hanno già fatto negli anni Sessanta, del resto, rubando l’innocenza a giovanissimi «condannati ai biliardini dell’oratorio» e offrendo loro in cambio una certa idea della vita, che alla fine si rivelò quella giusta. «Una vita fatta di scontri, di idee da difendere, di tesori da conquistare, di donne da amare, di giustizia da temere, di furbastri da evitare, di sogni da rincorrere e di barriere da infrangere».  

giovedì 3 marzo 2011

L'Occidente di Farneti a fumetti, quando la storia "alternativa" sfida la realtà...

Dal Secolo d'Italia del 3 marzo 2011
È possibile distogliere lo sguardo dalla realtà senza essere liquidati come renitenti? Se un lettore che cede alla tentazione dell’evasione viene generalmente tollerato con un sorrisino di sufficienza – poverino! – uno scrittore che rinuncia alla sua presunta funzione sociale per aprirsi la strada verso un altrove immaginario viene accolto con manifesta diffidenza.

venerdì 25 febbraio 2011

Matteo Righetto torna con Bacchiglione blues e l'eroe pulp diventa un muratore bosniaco

Dal Secolo d'Italia del 24 febbraio 2011
Cos’hanno in comune Goldrake e Jeeg robot d’acciaio, il regista di Pulp Fiction, la profonda provincia rurale del nostro Nord-est e uno Zlatan che non è il celebre Ibrahimovic del Milan ma un fanatico di calcio bosniaco – con tanto di tatuaggio di Safet Sušić, ex nazionale jugoslavo, sul bicipite destro – che se ne va a spasso per luoghi sinistramente somiglianti al Texas come anche alla Louisana occidentale con un fucile a pompa caricato a pallettoni da cinque millimetri di diametro?

mercoledì 23 febbraio 2011

Quando la vita sembra un po' "fuorifuoco"

Dal Secolo d'Italia del 23 febbraio 2011
«Che cosa ne facciamo di noi stessi?». A porsi e a porci la più insidiosa delle domande è il “nostro” Federico Zamboni nella prefazione a Fuorifuoco (Edizioni GiveMeAChance, pp. 160, € 12,50), la raccolta di racconti che Domenico Paris ha appena mandato in libreria.

sabato 19 febbraio 2011

"Il mio nome è Jackie Robinson", campione dei diritti civili

Dal Secolo d'Italia del 19 febbraio 2011
In confronto a quello che ha subìto lui nel corso della sua breve ma intensa vita, gli insulti “razzisti” rivolti a Mario Balotelli nei nostri stadi sono carezze e fiori. Lui è Jackie Robinson, il primo afroamericano ad aver giocato nelle Major League di baseball, incluso da Barack Obama tra i tredici grandi personaggi che con il loro esempio hanno cambiato il corso della storia: «Jackie Robinson – ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti – ci ha mostrato come trasformare la paura in rispetto». A raccontarcene la storia e a restituirci uno spaccato delle sconcertanti contraddizioni dell’America del secondo dopoguerra è Scott Simon (Chicago, 1952) nel suo Il mio nome è Jackie Robinson (Edizioni 66thand2nd, pp. 170, € 14), la cui edizione italiana è appena arrivata in libreria.

giovedì 3 febbraio 2011

Eros è bello, da Boccasile a Cristina Fabris: il fumetto sexy si affida alle disegnatrici

Dal Secolo d'Italia di giovedì 3 febbraio 2011
Erano belle come Gino Boccasile le aveva fatte. Prosperose senza l’aiuto del chirurgo estetico ma, piuttosto, del geniale disegnatore pugliese. Parliamo delle pin-up di carta e inchiostro che alimentarono il modello femminile di seduzione ed erotismo degli anni Trenta. Un nuovo tipo di donna: non più angelo del focolare ma emancipata e libera.

mercoledì 2 febbraio 2011

Cosa spiega Berto Ricci all'Italia di oggi: l'impegno civile come vocazione

Dal Secolo d'Italia del 2 febbraio 2011
«Niente è così stupido e poco italiano come l'intolleranza, il disprezzo preconcetto verso gli stranieri, e il volersi chiudere nel guscio. Non c'è nulla di meno italiano del ripudio a priori d'ogni sapienza, esperienza, eccellenza straniera. Non c'è invece nulla di più anticamente, tradizionalmente, permanentemente italiano dell'accogliere, assimilare, ripensare, riplasmare ogni sapienza, esperienza, eccellenza». Parole di un'attualità incredibile, eppure sono state scritte negli anni Trenta da Berto Ricci, poeta di talento e organizzatore di riviste, in quella che aveva fondato e gli somigliava di più, L'Universale.

sabato 29 gennaio 2011

Jack Kerouac, quel "beat" cominciò con il football

Dal Secolo d'Italia del 29 gennaio 2011
«Si vede una figura correre lungo la linea, dimenarsi e scrollarsi di dosso gli avversari, correre con determinazione contro gli altri difensori, fintare, saltare, barcollare, raddrizzarsi, riprendere a correre, cercare a fatica un altro varco, fintare nuovamente, piegare le ginocchia e tuffarsi oltre, rotolandosi trionfante. Era touchdown».