venerdì 14 dicembre 2007

A Palermo in moto tra Willy Coyote e Johnny Stecchino (di Giovanni Tarantino)

Articolo di Giovanni Tarantino
Dal Secolo d'Italia di venerdì 14 dicembre 2007
E’ da poco arrivato in libreria il nuovo libro di Giancarlo Mirone Quando Billy Coyote voleva prendere a calci il mondo ma non era vero (Promopress, pp. 192 brossura, euro 10). Il libro, che ha per sottotitolo «Palermo in moto e non solo» , è lo specchio di una città che ama ridere di se stessa e delle sue imperfezioni in maniera ironica e beffarda. E, secondo la prefazione di Gaetano Testa, il volume somiglia anche “fisicamente” all’autore, Giancarlo Mirone, giornalista e già autore di Quando Craxi andò all’America e noi pure, in quanto «ha l’occhio piccolo e luccicante di blanda ironia, ha ancora i capelli lunghetti come usavano i ragazzi degli anni '70, cioè quelli della sua generazione, e soprattutto perché racconta le semipicaresche semistorie di un pugno di amici patiti del motore».
Il libro, infatti, ripercorre tutta una tradizione goliardica e coriacea che si presta agli eventi e ai personaggi descritti dall’autore, definiti raffinatamente da Testa come «universitari fuoricorso in tempi di magra ideologica», presentandosi quindi come uno spaccato generazionale ed esistenziale di quei giovani nati attorno agli anni ’50. E il tutto giostra molto intorno al tema centralità che è quello della passione per la motocicletta, spiegata da un verso di Roberto Ungaro «Quattro ruote spostano un corpo/ due ruote muovono l’anima». Un concetto che rimanda subito a Easy Rider e che è affine con lo spirito di un cult book che ha segnato la generazione di cui fa parte anche Mirone, Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. Uscito nel 1974 negli Stati uniti e in Italia – da Adelphi – nel 1981, il libro di Robert M. Pirsig che narra di un viaggio in motocicletta dal Minnesota verso Occidente e che offre una visione dell’America on the road è stato “ovviamente”, come egli stesso ci dice, letto da Mirone: «E’ una lettura che quelli della mia generazione non potevano non fare».
Quindi, con un titolo che cita anche Willy (o Billy) Coyote, cartoon del pessimismo attivo e dell’autoironia che meglio di altri riesce a sorridere alle avversità, riscopriamo la leggerezza di un giovanilismo libertario e di una palermitanità per una volta libera dalla pesante luce del presente storico e delle sue tematiche dominanti - quasi sempre legate a fatti di cronaca (nera) e di traffico alla Johnny Stecchino - e che ci ricorda quanto vale la gioventù. Anche in Sicilia, anche a Palermo.
Giovanni Tarantino è nato a Palermo il 23 giugno 1983. Collabora col Secolo d’Italia, testata per la quale ha realizzato alcuni articoli sul mondo ultras e uno sul fumettista Andrea Pazienza. Si è laureato in Scienze storiche a Palermo, con una tesi dal titolo Movimentisti. Da Giovane Europa alla Nuova destra. Studioso della stagione Campi hobbit e della musica “alternativa” ha partecipato al convegno catanese "…e uscimmo a riveder le stelle: a trent’anni dal laboratorio dei Campi hobbit" insieme ad Umberto Croppi, Paola Frassinetti e Fabio Fatuzzo.

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